
Ogni racconto ha qualcosa di sorprendente da svelare: un connubio fatto di dialoghi e scoperte che nel tempo si moltiplicano. Partiamo dal lavoro di artigianato e arriviamo alla vita dell'artigiano. Finendo così di intrecciare interessi e curiosità al limite di un'intervista. Accade adesso, con Augusto Tarantola, stilista innovativo che trae spunto ai richiami della natura; un progettista che del riciclaggio ci fa un'opera d'arte.
Un tubo ormai andato, sedie da buttare, vecchi banconi industriali, pezzi di circuiti stampati, oggetti casalinghi, stoffe non più accarezzate diventano per lui dei dispensatori di nuovi progetti, veri e propri laboratori di riciclo. Augusto si propone di continuare questa strada, arricchendosi di nuovi materiali e di nuove idee:
“il riciclaggio entra in tutti i piccoli dettagli della mia vita”- ci confida con sottile e apprezzato garbo - “ma solo con la passione e la conoscenza trovo il giusto equilibrio interiore per realizzare in maniera consapevole tutti i progetti. E, si aggiunga, anche grazie alle intuizioni, all'aver capito che tutto ciò che ci circonda non compone la somma di un semplice arredo ma è parte integrante del nostro vivere.
Donare nuova vita a materiali o a oggetti ormai destinati allo smaltimento mi offre la possibilità di trasformarli, riutilizzarli, mutarli nella forma e nella funzionalità, una strategia volta alla valorizzazione e riutilizzazione degli scarti. Ma nel mercato di oggi chi naviga nel mezzo sembra non avere molte possibilità: da un lato le grandi case produttrici, dall'altro, in opposizione, sopravvivono gli outsider ottimisti, specializzati e non omologati. Io appartengo alla categoria di coloro che creano ciò che sentono dentro.
Incoraggiato dal mio background internazionale e accompagnato dallo studio sulla progettistica ho iniziato a corteggiare l'abbigliamento dell'artista di strada, il personaggio, proprio riguardo allo stile, ai colori e ai materiali che lo identificano meglio. Una produzione artistico/artigianale che si interessa a trovare un po' di libertà, il proprio potere personale. Così oggetti tipici di specifici spazi domestici diventano i protagonisti delle mie creazioni: un circuito stampato può diventare una maglia/corazza da indossare o una spirale come ispirazione fantasiosa per incorniciare un oggetto in apparenza banale.
Per un'artista ispirazione è ogni cosa: i popoli, le forze della natura o la musica intesa come vibrazione sonora. Tutto è vibrazione, tutto è traducibile a livello di energia, qualità di emozione quindi in suono. Ognuno di noi ha una propria distintiva vibrazione interna, toccata la quale si accarezza l'anima di ogni cosa, oggetto, sentimento, persona. E osservare, soprattutto ammirare la natura come serbatoio di idee e madre di ogni cosa, perchè noi siamo natura, viviamo in essa e interagiamo al suo interno. Noi non siamo niente senza di essa, pertanto dobbiamo imparare dalla sua essenza.
L'arte ci dona la possibilità di distaccarci dalle influenze, per permetterci di guardarci attorno e capire le nostre ispirazioni: come artista posso dirvi che ambisco alla creazione dei cosplay, che consiste nell'indossare costumi di personaggi delle fiabe, cartoni animati o video giochi per impersonare almeno una volta nella vita il personaggio preferito e uscire dagli schemi della realtà ma come ogni viaggiatore che si rispetti ho il classico desiderio nel cassetto: vivere nella tribù Sioux e perdermi come loro nella vastità delle praterie.”