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Minori troppo violenti

bullismoNegli  ultimi  anni   il  bullismo  e’  un  termine  che  abbiamo  imparato  a  conoscere.  A  scuola, si  verifica  non  solo  in  classe    ma  in  tutti  gli  ambienti  che  permettono  le  relazioni  tra  pari  quali  palestre,  bagni,   scuola  bus,laboratori  o  all’esterno. Il  bullismo e’  una  forma  di  comportamento  aggressivo  nei  confronti  dei  propri  pari. In  Inghilterra  non  esiste  una  definizione  univoca,  mentre  in  Italia  con  questa  parola  si indica  generalmente  il  fenomeno   delle  prepotenze  che  alcuni  ragazzi  o  bambini   attuano  nei  confronti  dei  loro  coetanei  soprattutto  in  ambito  scolastico. In  Scandinavia, soprattutto  in  Norvegia  e  Danimarca,  si  usa  il  termine  mobbing,  cosi’  come  in  Svezia  e  Finlandia  derivante dalla  radice  inglese  che  sta  a   significare  “un  gruppo  di  persone   che  compie  atti  di  molestie”  che  e’  appunto  il  calco  dell’inglese  bullyng.  Letteralmente  significherebbe “prepotente”,  ma  alcuni  sociologi  e  psicologi  hanno  avuto  modo  di  rilevare  che  questo  e’  solo  un  aspetto  del  bullismo  inteso  come  un  fenomeno  piu’  complesso. Purtroppo,  sono  molti  i  fatti  di  cronaca  dove  i  ragazzi  violenti  che  compiono  atti  di  questo  tipo  trovano  risposta  da  parte  delle  autorità  competenti  che,  prontamente  prendono  posizione  contro  i  ragazzi  violenti  punendoli.  Pero’,  sono  tantissime  le  situazioni  di  bullismo  (mobbing  in  eta’  evolutiva)  dove  la  vittima  di  violenza  e  la  sua  famiglia  non  trovano  il  coraggio  di  denunciare  tutto  quello  che  subiscono. Bisogna sempre  tener  presente  che  piu’  sono  le  sentenze  di  bullismo  ,  piu’  sarà  possibile  avvicinarci  ad  un  riconoscimento  giuridico  della  violenza  tra  ragazzi  in  particolari  ambienti  e  modalità.  Bisogna  denunciare  per  arrivare  ad  essere   tutelati  per  mezzo  di  leggi  apposite. Bisogna evitare  che  il  bullismo  manifestato  a  scuola  (come  in  altri  ambienti)  possa  arrecare  danni  ad  altre  persone,  vittime  di  quello  che  e’  ormai  una  vera  calamita’  sociale. Derisioni,  umiliazioni,  rabbia,  notti  insonni…devono  trovare  il  posto  per  momenti  sereni  e  spensierati.  Questo  e’  pero’  difficile  da  realizzare,  tanto  piu’  se  si  considerano  gli  ultimi  dati  del  rapporto    dell’Eurispes  secondo  cui    gli  atti  di  violenza  da  parte  dei  minori  sta  crescendo inesorabilmente  e  neanche  in  dieci anni,  nella  fascia  tra  14 e  17  anni,  le  richieste  di  intervento  dei  servizi  sociali    e  gli  ingressi  nelle   comunità  di  recupero  sono  quasi  raddoppiati. Cosa  sta  succedendo  ai  minori?  E’  evidente  che  qualche  errore  e’  stato  commesso,  pero’  se  si   potesse  restituire  un   giusto  ruolo  alla  famiglia  e  soprattutto  ai  genitori,  tante  situazioni  potrebbero  risolversi.   L’intervento  piu’  efficace  deve  essere  svolto  in  primis  dai  genitori  e  poi  dalle  varie  istituzioni  preposte  ad  agire per  i  casi  di  bullismo.

Alessandra Lemme

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Gessopalena (CH)

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