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Pescara - La "casta" dei politici meno potente di quella dei dirigenti. Il porto un solo esempio

Comune-di-Pescara1La grave situazione del porto di Pescara che non può essere dragato per “prescrizioni incredibili” è la più chiara dimostrazione che la “casta” politica nel  mirino degli elettori è solo in parte responsabile dei guasti che vengono quotidianamente denunciati.

C’è un’altra “casta”, ancora più potente, quella dei dirigenti. Lo scalo marittimo di Pescara è nazionale e alla escavazione dei fondali ci doveva pensare, secondo turni prestabiliti, dal vertice che ha in “ cura” si fa per dire le competenze su Lazio, Abruzzo e Sardegna.

Questo ingegnere con il suo team ha “dimenticato” che un porto canale ricavato nella foce di un fiume ha i fondali che, man mano, si vanno riducendo per l’apporto di materiali trasportati dal fiume: sabbie e fanghi. Ebbene questo altissimo dirigente è comparso a Pescara nel momento in cui il sindaco Luigi Albore Mascia si è rivolto al Ministro Matteoli per far iniziare almeno un  lavoro che, nelle intenzioni, doveva consentire l’attracco di piccoli navigli alle banchine commerciali. Dopo di che è sparito pur essendo il vero responsabile di tutti i guai accaduti. Dopo di che, a dettare legge, c’è stato un altro altissimo dirigente a dettare norme, impensabili ed impossibili, che opera al ministero per l’Ambiente. Domandiamoci ma il ministro Matteoli doveva ricordare che il porto di Pescara andava dragato? Certamente no.

E le prescrizioni adottate “solo per lo scalo del capoluogo adriatico” le ha scritte il ministro? Certamente no. L’altissimo e compententissimo dirigente non sapeva che quanto imposto, per monitorare l’escavazione richiedeva l’arrivo dalla Svezia, delle attrezzature intelligenti? Ecco come la casta dei dirigenti ha più poteri del mondo politico che finisce per non sapere più cosa accade nel suo ministero e si affida a quella “casta” che impone norme assurde quando è possibile ottenere, un identico risultato, con attrezzature in possesso dell’Arta ed Ispra cioè da organi regionali e nazionali.

La storia dei dirigenti è lunga ed in fondo c’è una responsabilità della magistratura: nella tangentopoli della fine del secolo scorso sono stati colpiti ed arrestati solo politici ma, tante deliberazioni sono state studiate da dirigenti che non sono stati nemmeno sfiorati dall’inchiesta sia a livelli comunali e provinciali e sia a livello regionale. Nessuno dica che non potevano  rifiutarsi. Il politico di turno può “rubare” o “debordare” solo se  c’è la compiacenza o il silenzio del dirigente altrimenti nessuno avrebbe potuto violare la legge per favorire tizio o caio.

La “casta” dei dirigenti arriveremo a dire che, in molte circostanze, è più responsabile di quella politica. I casi che avvengono e che sono avvenuti lo dicono con chiarezza e quanto sta accedendo per il porto nazionale di Pescara ne è un solo esempio. Le centinaia di altri esempi li risparmiamo.

 

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