Tutti i parlamentari abruzzesi mobilitati sia da Piccone Pdl e sia da Lolli Pd per un’azione bipartisan atta ad ottenere, per gli aquilani, lo slittamento del pagamento delle tasse così come avvenuto, per altre popolazioni, colpite da eventi calamitosi. Una decisione saggia quella di unire tutte le forze per raggiungere un traguardo di equità davanti a popolazioni che, dopo il 6 aprile del 2009, si sono trovate ad affrontare situazioni completamente nuove: dall’allontanamento da L’Aquila fino ad un tessuto urbano ed economico che non è stato ricostruito e non ha ricominciato a funzionare. In questa condizioni è impossibile chiedere che, da oggi al 31 dicembre gli aquilani e quanti risiedono nel cratere sismico, possano pagare tasse ed arretrati senza colpo ferire. E’ certamente vero che l’Italia sta attraversando un periodo drammatico della sua storia, per il pareggio di bilancio entro il 2013 ed anche per tentare il rilancio dell’economia con scarse risorse e abbattimento di tasse per chi realizzerà infrastrutture ma, questa situazione certamente grave, non può includere le popolazioni né dell’Aquila e né dei territori del cratere. La mobilitazione bipartisan, chiesta dai due partiti maggiori, è più che giustificata così come sarebbe la disobbedienza civile, davanti alle Agenzie delle Entrate, se tentassero di riscuotere coattivamente quanto pre – calcolato. Ma crediamo che il premier, una volta rientrato da Cannes, pur se impegnato per evitare che il maxiemendamento, portato al G20, sia bloccato, farà in modo di far comprendere a Tremonti che L’Aquila, ben vale un altro slittamento, con un taglio netto delle tasse dovute allo Stato.
