I lavoratori dell’Ilva di Taranto hanno trovato nel Presidente della Repubblica un importate punto di riferimento.
Il Capo dello Stato non è entrato nella decisione della magistratura per il fermo di tutto l’impianto a caldo e di conseguenza dell’intera acciaieria ma, in risposta ad una lettera che gli era giunta dalle maestranze dello stabilimento ha dato subito riscontro.
Napolitano molto attento al mondo del lavoro ha traciato nella risposta una road map per risolvere il problema. Salvaguardare il lavoro dell’Ilva di Taranto che poi significa evitare una pesante crisi dell’intero settore metalmeccanico, cosa da evitare, in un momento di così grave crisi. Operare, mentre il lavoro continua, per bonificare il sito e l’aria tanto da garantire la salute ai residenti di Taranto che hanno diritto, ad essere tutelati, alla pari dei lavoratori dell’Ilva.
Il Capo dello Stato ha assunto una posizione di saggezza, ben conoscendo il problema dell’Ilva e delle forniture necessarie all’intero sistema italiano, altrimenti costretto a delocalizzare le loro industrie all’estero. In un momento di così grave crisi tutto può accadere meno che diminuire il potenziale produttivo che funziona e che va potenziato per combattere la disoiccupazione Anche in questa occasione, l’intervento del Presidente è stato provvidenziale ed ha dato speranza ai lavoratori e nel contempo anche ai residenti di Taranto.
Un risposta agli operai del’Ilva, quasi in tempo reale, ma soprattutto prima che la chiusura dell’impianto venga discussa dal Riesame il 3 agosto cioè fra tre giorni.
