I principali risultati raggiunti dal vertice Ue questa notte a cui i mercati hanno riservato un’accoglienza decisamente positiva sono: Patto per la crescita e l’occupazione, accelerazione sull’unione bancaria, intesa sui mercati anti spread.
Oggi i 27 stanno ultimando la rilettura del documento conclusivo del summit. Le misure saranno finalizzate alla riunione dell’eurogruppo previsto per il 9 luglio prossimo, cioè a data ravvicinata.
Al termine del braccio di ferro che ha visto in campo, la Germania da una parte e Italia e Spagna dall’altra, il Consiglio ha scritto gli impegni assunti che, va detto, rappresentano una vera svolta alla strategia che aveva visto l’eurogruppo paralizzato davanti alla crisi. E non è affatto un caso che il premier italiano, Mario Monti, si è detto molto soddisfatto per i risultati raggiunti perché rafforzano l’euro. E le dichiarazioni dei vari leader vanno in identica convergenza.
Angela Marker: ”Stabilizzati i mercati, un vero successo”. Presidete Hollande: ”Tobin Tax entro l’anno”. Mario Monti: ”Passi avanti in linea con l’Italia” e Van Rompuy: ”Patto crescita – lavoro da 120 miliardi”.
Tutti felici per il lavoro che è solo all’inizio per cambiare la governance a Bruxelles e rendere l’Europa, molto più dinamica ed in grado di esprimersi al meglio, nel breve periodo con tutto il suo potenziale che è molto più forte degli Stati Uniti e può crescere molto di più degli striminziti 0 o 1,5%, mortificanti davanti ad una realtà che non riesce ad esprimesi perché “imbrigliata” ed anche per errori commessi nel passato.
Monti, da questa vera e propria sfida, ne esce trionfatore perché, grazie alla sua preparazione non ha fatto solo gli interessi dell’Italia, sarebbe una riduzione del suo ruolo avuto nell’Unione in queste 48, ma ha indicato la strada che poteva essere seguita per salvare la moneta unica e i vari Stati che potevano essere “contagiati” da una fine ingloriosa, della moneta unica, che avrebbe travolto tutto il gruppo dell’eurozona, senza risparmiare nessuno, nemmeno gli Stati Uniti.
Monti ha poi spiegato che non è detto che l’Italia farà ricorso a questi nuovi strumenti anti spread ed ha soggiunto, “comunque in queste procedure non c’è la troika e quindi non c’è quella pesantezza di precarietà e di cessione di sovranità: ci sarà solo un memorandum d’intesa”.
