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Pescara - L'alloro dei Cesari al condottiero Prandelli e gloria ai gladiatori in azzurro

mario_baloGli azzurri hanno trasformato un campo di calcio nel Colosseo dove i gladiatori si sono battuti per la gloria d’Italia con una squadra che a torto, dalla maggior parte dei “commentatori sportivi” nazionali e internazionali era data debole per affrontare la Spagna, grande favorita, l’Inghilterra e quindi la Germania “giovane e quotata come sicura finalista”.

Mai, lo dice un giornalista non sportivo, sono stati commessi tanti errori di valutazione l’uno dopo l’altro.

Nessuno aveva intuito che c’era un allenatore come Prandelli, poco incline a inseguire la popolarità ma che ha caratteristiche tecniche, umane e di solidarietà cioè un patrimonio che è nel suo Dna ma forgiato nel settore dello sport professionistico dove si stringono i denti e si soffre.

Nessuno aveva poi valutato  appieno quello che stava accadendo nei giocatori non pressati ma educati a fare sempre meglio per loro stessi, per la maglia azzurra che indossano, per gli italiani che in buona parte, con  rari punti di riferimento, facevano coincidere, innocuamente, le vittorie della nazionale con l’orgoglio nazionale.

Le parole dette dagli abitanti di Finale Emilia, la zona più devastata dal terremoto, dopo  la vittoria della nazionale contro l’Inghilterra non potevano essere dimenticate perché incise nell’animo, di chi sta subendo le terribili traversie, di aver perso tutto in pochi secondi. “La vittoria dell’Italia ci ha fatto dimenticare per 120 minuti il disastro che ci ha colpito”. Possibile? Sì possibile! La nazionale è da sempre amata dagli italiani e gli azzurri hanno compreso bene che avevano un compito, in questi frangenti, nazionali e internazionali, che andava molto al di là di una partita di calcio.

italiaEra “necessario” far comprendere al mondo intero che nei momenti più difficili l’Italia riesce a dimostrare una forza di recupero incredibile ed insospettabile. Lo spettacolo offerto ieri dagli azzurri in quel rettangolo di  gioco, tra l’altro anche mal tenuto, non è stato soltanto straordinario ma è andato ben oltre i due gol, rifilati ad una frastornata Germania che ha commesso lo stesso errore dei suoi giornalisti: fornire dell’Italia, non solo calcistica, un’immagine come al solito distorta e data  perdente sin da prima dell’inizio degli europei.

Errore grossolano per chi non conosce la storia di questo popolo: individualista che ha problemi con le mafie ed evasori fiscali ma che ha anche il coraggio di dire, le cose più spiacevoli e metterle alla luce del Sole, anche se questa realtà ci arreca danni. Gli stessi problemi ci sono in tantissime nazioni del Vecchio Continente che ben conosciamo, più pesanti e condizionanti dei nostri guai, ma che vengono tenuti nascosti o sottaciuti perché i … “panni sporchissimi” non si dicono ma si nascondono.

Per tornare ai  gladiatori ieri hanno mortificato i tedeschi ed il bottino non è veritiero: poteva essere molto più corposo. Prandelli merita l’alloro dei Cesari dell’antica Roma per le sue doti di condottiero  e ai gladiatori la gloria di passare alla storia come meritano, uno dopo l’altro, senza escludere nessuno.

Ora ci sarà la finale con la Spagna e sarà un’altra sfida tutta da giocare e i gladiatori, stanchi per turni di riposo sbagliati, faranno il loro dovere: quello di mantenere in alto l’onore di partecipare ad un evento sportivo e quindi fare di tutto per uscire, dal campo di Kiev, a testa alta ancora una volta.

 

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