Il presidente del Consiglio ha tenuto il suo discorso alla Camera come è sempre avvenuto, come lui stesso ha detto: ”Una prassi che ho rispettato prima di ogni Consiglio europeo. In un momento così intenso credo sia importante che l’Italia arrivi, ad un difficilissimo negoziato, con la forza di un tandem formato Parlamento e Governo”.
Inoltre il premier ha rivendicato il ruolo da “protagonista” dell’esecutivo italiano che ha saputo dire no alla “trappola della recessione che avrebbe innescato anche con il rigore che frena la crescita”. Un premier consapevole e preparato ad ottenere tutto ciò che è possibile nell’interesse dell’Europa e della nostra Nazione ma che non consentirà, che vengano gettati in “acque alte e perigliose” Paesi come la Grecia, Spagna, Portogallo. Monti che ha fatto porre la questione di fiducia conta di avere al Parlamento l’ok alla riforma del Lavoro e l’approvazione delle mozioni che lo confermano premier per poter trattare in Europa, con la maggiore forza possibile.
Monti è deciso a rimanere a Bruxelles a tempo indeterminato cioè fin quando il Consiglio non avrà varato, i provvedimenti necessari, per bloccare lo spread, rifinanziare la banche e concordare le risorse della ripresa. E il presidente del Consiglio arriverà, con un anticipo di 24 ore a Bruxelles, per parlare con i leader incerti e cercare di isolare quanto più è possibile la Merkel, pressata anche dal Ppe, che ritiene la sua strategia un danno anche per la Germania .
Una sfida difficile ma che Monti non può perdere: se mancasse la ripresa per lui non ci sarebbe che una sola strada le dimissioni dalla sua carica e questa sarebbe una vera disgrazia per il Paese.
