“Basta con i proclami di piazza: se il Pd non ha nulla di concreto da dire, né proposte reali da fare, taccia e reciti il mea culpa. Sulla problematica del porto di Pescara e sul suo dragaggio il sindaco di Pescara, ovvero il sottoscritto, c’è e c’è sempre stato. Per tre anni ho sbattuto i pugni sul tavolo chiedendo che si procedesse con lo svuotamento della vasca di colmata e con il suo riutilizzo per gettarvi i nuovi fanghi dragati, ma non una voce si è mai levata dal Pd per sostenere la mia battaglia. Anzi, lo stesso Pd, quello che oggi fa comizi di piazza senza pubblico, per primo sbandierava i documenti con cui nuovi tecnici dell’Arta avevano scoperto all’improvviso che quella vasca non si poteva usare, anzi addirittura era a rischio perché non era stata coibentata in precedenza. E il Pd fiero sventolava foglietti e certificazioni, sbeffeggiando il sottoscritto che sin dal primo giorno aveva individuato l’unica soluzione percorribile, quella su cui oggi si ritrovano tutti, dal Ministero al Provveditorato all’Arta e all’Ispra. Ora pensiamo a occuparci del presente, seguendo passo passo, senza un giorno di sosta, la procedura necessaria per garantire il dragaggio del fiume e del porto da settembre. Poi verrà anche il tempo per fare chiarezza e pretendere lumi sul passato. Nel frattempo non permetto al Pd di darmi lezioni sul governo di una città che lo stesso Pd ha portato sull’orlo del baratro”.
Lo ha detto il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia commentando l’intervento del Pd sul ‘caso’ porto.
“Dal giorno del mio insediamento non c’è stato istante che non mi sia occupato della vicenda porto finendo sempre contro un muro di gomma – ha detto il sindaco Albore Mascia -. Abbiamo tentato ogni strada, e ogni volta abbiamo trovato cancelli chiusi e porte serrate. I soldi per dragare ci sono, ci sono sempre stati, ma non ci hanno permesso di utilizzarli, una situazione da teatro del paradosso. E a sguazzare in questo paradosso è stato sempre il Pd, quello al quale, quando governava la città, hanno sempre permesso di dragare il fiume e gettare i fanghi nella vasca di colmata che fino al 2008, caso strano, si poteva usare, ma improvvisamente dal 2009 non si poteva usare più. E dal 2003 al 2009 sono state utilizzate le procedure più disparate: rileggendo le carte, abbiamo ritrovato le delibere con le quali il dragaggio venne affidato addirittura al Consorzio Asi-Val Pescara, e utilizzando sempre la vasca di colmata. Quando già nel 2009 ho capito che qualcosa non andava per il verso giusto, ho chiesto subito di poter riutilizzare, anche noi, quella vasca, e il Pd per primo tirò fuori il documento con cui alcuni tecnici dell’Arta avevano certificato l’inutilizzabilità della vasca stessa. Oggi il Pd salta sui tavoli e pretende di dare lezioni di ‘buon governo’, ovviamente chiedendo di accelerare lo svuotamento della vasca per il suo utilizzo. Abbia il pudore di tacere il Pd, e si ricordi come per sei anni invece di portare avanti il progetto per l’ampliamento del nuovo porto o per lo sfondamento della diga foranea, pensava a creare ‘carrozzoni’, istituendo un presunto ‘Ente delle Autorità portuali’, e anche in tal senso abbiamo scavato tra le delibere. Stiamo lavorando da tre anni per salvare il nostro porto, impedendo la sua chiusura, appellandoci a ogni forza e Istituzione per riuscire a eseguire il dragaggio: bene ha fatto il Presidente della Confcommercio Ardizzi a istituire un presidio per tenere alta la guardia e l’attenzione su una problematica che riguarda tutta la città a tutela di tutti quei lavoratori che stanno pagando sulla propria pelle i problemi odierni. Nei prossimi giorni torneremo a Roma, per verificare a che punto stanno le pratiche e vigileremo sulle attività di analisi in corso, pretendendo il rispetto di una tempistica precisa. Al consigliere Di Pietrantonio – ha proseguito il sindaco Albore Mascia – consiglio invece di rileggere meglio il Testo unico e di fare meno demagogia: il sindaco di una città ha poteri d’azione solo sulle materie di propria competenza, e purtroppo il porto e il suo dragaggio non sono di competenza di un sindaco, altrimenti avrei scavato io stesso con le mie mani il fango dai fondali”.

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