L’Agenzia Fitch, tramite il suo direttore Ed Parker, solitamente non disposta a concessioni di credito ha reso pubblico che: ”Per l’Italia è improbabile che abbia bisogno di un salvataggio perché il Paese è in una situazione migliore rispetto alla Spagna. L’Italia ha un deficit di bilancio molto basso, così come pure un deficit delle partite correnti e non ha problemi di banche”.
Una dichiarazione importante nel momento in cui la speculazione sta attaccando l’Italia anche perché il direttore di Fitch ha rilasciato la dichiarazione nell’intervista a Bloomberg che forse si attendeva una risposta diversa. Il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, ha detto che occorre un’azione, precisa e concertata, per salvare l’euro, entro tre mesi.
Un avvertimento che dovrebbe indurre la Commissione ad assumere decisioni definitive: non si può stare ogni giorno, con il fiato sopeso, in attesa che l’Ue faccia quello che poi viene rinviato, fino all’ultimo momento. La struttura europea, la governance per intenderci, deve cambiare così come la Bce deve assumere ben altri compiti che oggi erroneamente vengono negati.
Il rischio è che se si perde ancora tempo si fa sempre più seria ed inquietante la situazione ed avanza la volontà dei popoli, oggi minoranza, di tornare alla moneta nazionale. Questa soluzione sarebbe la peggiore perché il progetto di un’Europa federata, forte ed unita anche politicamente, salterebbe in aria per una “esperienza negativa” non ripetibile per secoli minata dalla totale mancanza di solidarietà di un paio di Stati, e di capacità operative degli organi dell’Unione burocratizzata nonostante l’avvento dell’economia globale che richiede interventi immediati e tempestivi.
