Doccia gelata sul governo. Il direttore generale dell’Inps, Mauro Nori, ha reso noto che potrebbero avere diritto ad andare in pensione sulla base delle vecchie regole, decreto Salva Italia e Milleproroghe 390.200 lavoratori e non 65.000 come vuole la norma sui salvaguardati.
La relazione Inps è stata inviata al ministero del Lavoro, prima della firma del decreto, fortemente voluto dal ministro Fornero. Mauro Nori non definisce le categorie interessate alla salvaguardia rispetto alle nuove regole di accesso alla pensione riscontrate dalla Ragioneria generale.
Le platee che fanno lievitare il numero degli esodati sono quelli della prosecuzione volontaria dei versamenti e i cosiddetti “cessati” cioè quelli che sono usciti dal lavoro, per dimissioni o licenziamenti, tra il 2009 – 2011 che ora hanno più di 53 anni e non si sono rioccupati. Si tratta di una valanga di lavoratori che, secondo l’Inps, hanno diritto alla pensione con le vecchie regole.
Senza fare processi si deve comprendere bene cosa sta accadendo visto che il ministro Fornero già sapeva, la valutazione dell’Inps ed anche quella delle organizzazioni sindacali dei lavoratori che, sin dai primi momenti sullo scontro sui 65.000 salvaguardati, avevano gridato che era una valutazione errata da parte del ministero fatta propria dal ministro.
La Fornero infatti ebbe a dire che per ora occorreva procedere per i 65.000 e che se ne venivano fuori altri si sarebbero dovuto procedere in tempi successivi. Il problema è enorme: non è possibile trattare lavoratori diversamente se hanno maturato gli stessi diritti dei salvaguardati. Il ministro ora dovrà spiegare perché non ha affrontato il problema, sulla base della relazione Inps, e cosa intende fare per i 390.200 lavoratori indicati dall’Istituto di previdenza.
