Pescara - I big del Pdl al Petruzzi in cerca di una sponda politica. Montezemolo? Perché no?
Martedì 29 Maggio 2012 10:44

Il Pdl non convince più, nelle prime intenzioni doveva cambiare nome e pelle con Berlusconi non più premier ma solo in cabina di regia per lasciare la guida del partito ad Alfano o successivamente a chi avrebbe voluto la base.
Le cose sono andate diversamente, anche se un po’ defilato, il vecchio leader non ha nessuna intenzione di lascia re e, con la proposta di lanciare il semipresidenzialismo ad elezione diretta del Capo dello stato, alla domanda di un cronista se lui pensava al Quirinale ha dato una risposta sibillina: ”Farò quello che mi chiederà il partito”. Così mentre per una candidatura a premier ha detto no per quella alla presidenza della Repubblica è stato possibilista.
Ma in realtà il Pdl è in piena crisi non solo di identità che segue il tramonto del “Capo”. Se fino ad oggi non c’è sta ta la fuga verso altri lidi politici i motivi sono più che noti:il Terzo Polo non ha brillato in queste ultime amministra tive, nonostante Casini aveva sciolto l’Udc per fare spazio ai riformisti e moderati; non è stato chiarito con quale sistema elettorale sandrà a votare, nella primavera del prossimo anno, ed oggi per i pidiellini non c’è ancora nes suna sponda in grado di accogliere chi vuole continuare a fare politica.
Ecco il motivo perché all’Auditorium Petruzzi c’erano tutti, ma proprio tutti gli uomini del Pdl giunti ad ascoltare gli amici di Dire Pescara, cioè la formazione di Montezemolo di Italia Futura. Certo perché negarlo: Luca Cordero di Montezemolo che ha lanciato la prima pro messa: ”né con il centrosinistra e né con il centrodestra” comincia ad essere, per i moderati, un punto di riferimen to da guardare con crescente interesse pur di uscire dall’attuale incertezza sul loro futuro.
Gianni Chiodi, Guerino Testa, Paolo Tancredi, Enrico Marramiero, Michele Russo, Federica Chiavaroli, Guglielmo Lancasteri, non vanno in una “chiamata” del genere per parlare di problemima per sondare il terreno e verificare se, la nuova creatura politica di Montezemolo, è un’alternativa praticabile per evitare di rimanere, nella prossima primavera, sul bagnasciuga mentre altre navi salpano verso una nuova politica che non può essere un’avventura vista la situazione econo mica dei Paesi industrializzati ed in particolare dell’Unione europea.