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Roma - Berlusconi gioca la partita sulle grandi riforme della Repubblica

 

berlusconi-21La conferenza stampa di Silvio Berlusconi al Senato apre nuovi scenari per la Repubblica. L’ex premier è stato ab bastanza preciso:” elezione popolare del presidente della Repubblica, nuova legge elettorale a doppio turno alla francese, “preferirei ha detto - dopo averne discusso nel Pdl, di non essere candidato premier alle prossime politi che e farò quello che mi chiede il partito anche per una eventuale candidatura al Colle”. “Abbiamo deciso- ha pro seguito il vecchio leader - un gesto ardito cioè di presentare al Paese, alla maggioranza ed opposizione, un razio nale ammodernamento del Paese, dando la possibilità di incidere direttamente attraverso elezioni primarie sulla scelta del presidente”. Berlusconi sul partito è stato deciso e categorico: “ il Pdl  non si scioglie e la nostra scelta elettorale è quella Francese perché abbiamo visto i recenti effetti:” Una volta votato in Francia il Paese è subito governato ed è operativo mentre, il sistema alla greca, dimostra che i partiti non riescono a costituire un gover no e, torneranno a votare per la terza volta, con il rischio che il Paese continui a non avere un esecutivo ben sal do in sella. Dal suo canto Alfano ha detto:” I partiti devono rinnovarsi tutti, sia a destra che a sinistra, noi ci rivol giamo a chi vuole un’alleanza con gli innovatori liberali, riformisti e moderati. Un’alternativa alla sinistra, un sog getto aperto con i vertici scelti dai militanti. Siamo disponibili – ha concluso Alfano – a concorrere ed organizzare le primarie aperte per la premiership e di relativo programma”. Insomma Berlusconi pone, il futuro del partito e dell’azione politica, su tre perni: riforme costituzionali, legge elettorale e rifondazione del Pdl. Una decisione at tesa ai cui dettagli, lo staff del Pdl, sta lavorando da giorni insieme al segretario Alfano. L’intenzione di Berlusco ni, appare evidente: rivolgere un vero proprio appello alle altre forze politiche per sedersi intorno ad un tavolo e discutere concretamente  di riforme costituzionali. Così come l’ex premier è certo che il Pd dovrebbe essere d’ac cordo, sulla elezione diretta del Capo dello Stato e di una legge elettorale che salvaguardi il bipolarismo. Insom ma ciascuno dovrà assumersi, alla luce del sole, le proprie responsabilità sulla nuova architettura costituzionale senza dare nessuna possibilità alla frantumazione partitica della Repubblica che porta dritti all’ingovernabilità.
Per il Pdl riformato prevede una segreteria che collabori con Alfano dove siano presenti, tutte le anime che sono parte integrante del Pdl senza escludere ingressi, al vertice, di chi fino ad oggi semmai non ha mai fatto politica che consenta l’assembramento di tutti i moderati: ad esempio intorno ad una figura di successo, nella sua vita imprenditoriale, come Luca Cordero di Montezemolo. Se questo progetto, peraltro complicato non riuscisse, il Pdl punterebbe alla creazione di liste affidate a uomini provenienti dalla società civile, liste apparentate con il Pdl, un
partito che come tutti gli altri, viene considerato, dall’opinione pubblica e dall’elettorato, vecchio e superato.

 

 

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