Il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, nel corso dell’informativa alla Camera dei deputati sull’attentato di Brindisi non ha usato mezze parole: ”Esprimo ferma condanna per il vile atto, che lascia sgomenti perché per la prima volta in Italia sono stati colpiti studenti mentre si recavano a scuola, luogo simbolo della convivenza civile. La risposta del Paese – ha aggiunto il ministro – è stata forte, corale e unitaria. Posso confermare che,fino ad ora, non c’è alcuna persona formalmente indagata e indipendentemente dall’accertamento della matrice, che mi auguro possa avvenire nelle prossime ore, non vi è dubbio che l’attentato di Brindisi, per il gravissimo diffuso allarme che ne è seguito, possa prestarsi ad una lettura terroristica. Se ancora non conosciamo il movente e la mano, sicuramente l’effetto scaturito dall’evento è stato terroristico, nel senso pieno e letterale del termine”.
Il ministro Cancellieri, in un’aula attenta ad ogni singola parola, ha aggiunto: ”Sono in corso intense attività d’indagine, con il sup porto delle banche dati delle forze di polizia, per individuare il responsabile dell’attentato di Brindisi anche per com prendere se ha avuto complici. Al momento vengono seguite tutte le piste senza trascurarne alcuna”.
Intanto all’ Istituto Morvillo Falcone il preside ha consentito che, una delegazione di studenti e docenti, partecipasse alla caro vana antimafia che arriverà a Palermo ed ha anche concesso che nell’istituto si affrontino discussioni sulla legalità quindi, con tematiche diverse, dal corso normale di studio.
Si è infine appreso che la giovane studentessa, Veroni ca Capodieci, la più grave di tutte, ricoverata in rianimazione al “ Vito Fazzi” di Lecce, rimane in prognosi riservata ma mostra lievi segni di miglioramento così come, sono stazionarie le condizioni delle altre quattro studentesse, ri coverate all’ospedale civile di Brindisi.
Il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, ha lamentato la situazio ne in cui si trova la polizia: ”Non si possono fare indagini, con i giornalisti dentro le questure, che invece richiedo no uno scrupoloso segreto. C’è - ha affermato Grasso – una eccessiva pressione dei media sulle indagini dell’atten tato di Brindisi che va allentata”.
