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Roma - Monti 2,3 miliardi per il sociale. Rivolto ai partiti: "Diremo sì se è giusto quanto chiesto"

montiE’ iniziata la fase due del governo Monti. Sono statiprelevati 2,3 miliardi sottoutilizzati o allocati per interventi inef ficaci da amministrazioni dello Stato e ricollocati nel modo più giusto: 730 milioni per la cura dell’infanzia e degli anziani non autosufficienti, rispettivamente 400 e 330 milioni mentre 740,7 milioni andranno per la promozione e sviluppo delle imprese e della ricerca.
Il premier, a questo proposito, ha detto: ”Fa piace che Rehn affermi che l’Italia per raggiungere il pareggio di bilancio non ha bisogno di una nuova manovra. Il governo ha deciso di presen tare questa allocazione di risorse non perché chiesta dai partiti ma perché chieste, da tempo, dalla società italia na. Questo non è un cambio di marcia, perché l’attenzione all’equità erano incastonate già nelle misure prese in precedenza così come la crescita. Siamo consapevoli che il governo non potrebbe vivere senza l’appoggio dei parti ti ma non farà  cose in cui non crede perché lo chiedono le forze politiche né farà cose, in cui non crede, perché lo chiedono i partiti né rinuncerà a fare cose in cui crede perché i partiti gli chiedono di non farlo”.
Monti è tornato anche sul tema dell’evasione fiscale che ha raggiunto indici mai riscontrati nel passato. Insomma il premier tira dritto per la sua strada pur mantenendo nella giusta dimensione il rapporto Governo dei tecnici – partiti – Parlamento. Ma il premier non ha alcuna intenzione di “abdicare” pur di rimanere a Palazzo Chigi: il suo compito, finchè gli sarà consentito, lo porterà avanti per il bene del Paese nel brevissimo e nel più lungo periodo. Monti inoltre ha anche detto: ”Mi si dice che sono troppo freddo ma sui problemi e le persone che si impegnano con povertà di mezzi mi accaloro”. S
inceramente non potrebbe essere diversamente Monti, sarà pure un professore già presidente della Bocconi, ma è un uomo chiamato a tentare di risolvere i pesantissimi problemi del Paese e sentire, la vecchia e su perata politica porre delle condizioni, appare una vera e propria contraddizione. Linguaggio, preparazione cultura le, modo di studiare e affrontare i problemi, sistema adottato nel proporsi a livello di opinione pubblica, sacrifici fi nalizzati richiesti, rispetto a livello dell’Unione europea e più in generale nel mondo, non lasciano spazio al bla, bla, bla dei soliti noti che hanno contribuito, nell’arco di venti anni, allo sfascio dello Stato.
Se tacessero, almeno in questa fase, si farebbero un buon servigio visto che, ogni volta che interloquiscono e tentano una minaccia all’at tuale governo dei tecnici, si allontanano, miglia e miglia, dagli italiani e dall’Europa.

 

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